I dati. La sorpresa è arrivata dalla lettura del libro soci fatta dal presidente durante l'incontro annuale a Trieste «Investimento finanziario». L'assemblea vota unanime
Unicredit si rafforza In Generali la quota sale all'8,72 per cento
Unicredit si è rafforzata in Generali dove ha portato la sua quota all'8,72% da poco meno del 6,7% con cui aveva votato un anno fa per la lista di Caltagirone per il rinnovo del cda, battuta allora dai candidati di Mediobanca. La sorpresa per una partecipazione che la banca guidata da Andrea Orcel continua a definire «un investimento finanziario», mentre si pensava l'avesse ridotta al 2%, è arrivata dalla lettura del libro soci fatta dal presidente del Leone, Andrea Sironi, durante l'annuale appuntamento degli azionisti a Trieste. All'assemblea, durata due ore e mezza, ha partecipato il 69,69% del capitale. Attraverso il rappresentante designato ha votato, praticamente all'unanimità con percentuali anche superiori al 99% dei presenti, tutti i punti all'ordine del giorno. Dal bilancio al dividendo salito a 1,64 euro per azione, dalla conferma dell'attuale collegio sindacale fino al buyback da 500 milioni. In sede straordinaria ha modificato lo statuto per adeguarlo alla Legge Capitali sulla lista del cda.
Gli obiettivi
Il ceo Philippe Donnet, dopo aver rivendicato gli «eccellenti risultati» raggiunti nello scorso esercizio, ha sottolineato che il 2026, «in un modo caratterizzato da incertezze e tensioni geopolitiche sempre più forti», «è l'anno centrale di «Lifetime Partner 27: Driving Excellence», e sarà quindi uno spartiacque verso il suo completamento e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi» del piano. Fra gli azionisti della compagnia al primo posto con una quota del 13,19% c'è sempre Piazzetta Cuccia, finita sotto il controllo del Mps. La Delfin degli eredi di Leonardo Del Vecchio resta al 10,05%, Caltagirone al 6,26% e Benetton al 4,86 per cento. Piazza Gae Aulenti invece si è ben posizionata ed è ora il secondo socio di Generali davanti al gruppo romano. «La nostra partecipazione è un investimento finanziario. Ci garantisce un rendimento finanziario interessante. La posizione complessiva è in gran parte coperta, il che riduce al minimo l'esposizione economica e l'assorbimento di capitale», ha indicato la banca riferendosi alla copertura del rischio attraverso derivati. Ha ricordato che «abbiamo inoltre una partnership commerciale con Generali in diverse aree di business» riferendosi all'accordo di bancassurance nel Centro ed Est Europa, che il ceo di Generali Philippe Donnet gradirebbe ampliare, come ha già fatto sapere. Il manager francese inoltre ha di recente auspicato che il Leone vada a sostituire Axa-Bnp Paribas nell'accordo nel risparmio gestito con Mps, in scadenza nel 2027. In pentola bolle però anche altro soprattutto dopo la conferma di Luigi Lovaglio come ad del Monte e il rafforzarsi dell'ipotesi di un terzo polo bancario con Banco Bpm, che avrebbe ripercussioni a valli su Generali. Che l'attuale assetto potrebbe modificarsi qualcuno Siena, oppure Delfin domanca ancora un accordo fra gli eredi, decidessero di alleggerire le loro quote. E fra i possibili candidati all'acquisto per mettere in sicurezza il gruppo il mercato guarda proprio a Unicredit. O in alternativa a Intesa Sanpaolo, che però ha sempre smentito di essere interessata.